E Gemma 4 fa haiku dallo spazio. Lunedì si parte così.͏ ͏ ͏
quisquilia |
N. 18 · lunedì 2 novembre 2026 |
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Minima
Artificialia.
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Il web ha smesso di parlare agli umani. Adesso gli editori comprano spazio pubblicitario per convincere i bot, e Google mette le inserzioni dentro le risposte dell'AI. Noi nel frattempo continuiamo ad aprire dodici tab prima del caffè.
Fattela raccontare da Giulia o Marco!
(sì, in un dialogo vero!) Ti raccontano tutto il numero oppure rispondono alle tue domande. A voce o per iscritto.
Parla con Giulia o Marco →
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9 newsletter lette · 111 post scrollati · 12 post Instagram · 2 post Reddit · 0 meme inventati
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01 / Le cose che ti sei perso mentre dormivi
Buongiornissimo caffè!
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Gli annunci invisibili che solo i bot vedono
Nel secondo trimestre del 2026, per ogni visitatore umano portato ai siti editoriali dall'AI, i bot di scraping hanno visitato quegli stessi siti 227 volte, su dai 150 del trimestre precedente. Gli editori europei hanno risposto in modo logico e un po' disturbante. Inseriscono annunci pubblicitari invisibili agli occhi umani, progettati esclusivamente per essere letti e memorizzati dai modelli durante l'indicizzazione. I brand pagano per finire nei contesti che i chatbot analizzano, sperando che l'agente, quando un utente chiede «qual è il miglior rasoio elettrico», li citi spontaneamente. Funziona un po' come il product placement nei film, solo che il film lo vede solo il proiezionista. In parallelo, Google ha annunciato inserzioni pubblicitarie nelle domande di follow-up in modalità AI, intercettando il momento esatto in cui l'assistente sta per consigliare qualcosa. Il modello di business del web non si sposta, si capovolge.
Lore
Il punto. Le campagne costruite per gli occhi umani perdono valore. Il posizionamento semantico nei corpus dei modelli vale più di un banner. Le agenzie media tradizionali, costruite su click e impression, non hanno ancora gli strumenti per misurare questo mercato.
Il segnale. Se nelle prossime settimane nascono agenzie specializzate nel bidding semantico per crawler AI, la lettura è confermata. Vale la pena tenere d'occhio le offerte di lavoro con «LLM SEO» o «AI media buying» nel titolo.
Su The Neuron →
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Un professore scopre che 27 anni di lavoro sono da rifare
Peter Jonsson, professore all'Università di Linköping, stava preparando una presentazione per una conferenza tra due settimane. Poi i modelli avanzati di OpenAI e Anthropic hanno smentito in contemporanea una congettura informatica aperta da 27 anni, quella sull'ipotesi del tempo esponenziale su cui poggiavano anni di sue dimostrazioni teoriche. In poche ore i sistemi di ragionamento formale hanno demolito un assunto che la comunità accademica dava per solido. Jonsson ha dichiarato pubblicamente che gran parte del suo lavoro è ormai da rifare. La cosa notevole non è che i modelli abbiano ragione. È la velocità con cui il campo intero deve reagire.
Lore
Il punto. La ricerca teorica in informatica si trova nella posizione di chi ha costruito su fondamenta che nessuno aveva controllato da decenni. Il collo di bottiglia si sposta dalla produzione di dimostrazioni alla loro verifica sistematica, un lavoro che i modelli fanno meglio e più in fretta degli umani.
Il segnale. Ritrattazioni o riscritture di paper già accettati per i prossimi convegni internazionali di informatica teorica confermerebbero che l'episodio di Jonsson non è isolato.
Su Instagram · @wired →
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Gemma 4 in orbita scrive un haiku
Il primo ottobre 2026 Google ha lanciato un satellite sperimentale nell'ambito del Project Suncatcher. Il mese scorso, durante il passaggio sulla stazione di Svalbard, in Norvegia, il satellite ha restituito a terra la sua prima risposta generata interamente in orbita. A bordo c'è un chip TPU di classe data center, lo stesso tipo usato nei server di Google, capace di eseguire il modello linguistico Gemma 4 senza trasmettere nulla a terra per l'elaborazione. Di solito i satelliti raccolgono enormi quantità di dati grezzi e li scaricano alle stazioni di ricezione, che poi li processano. Qui il ragionamento avviene già in quota. Google testerà ora resistenza ed efficienza termica del processore nell'ambiente spaziale, dove le temperature oscillano di duecento gradi tra luce e ombra. Il primo output scelto per documentare la svolta era un haiku, un gesto che, volontariamente o no, ha il ritmo esatto di chi sa di stare scrivendo per i libri di storia.
Lore
Il punto. L'elaborazione in orbita riduce la latenza nelle analisi geospaziali e militari e taglia il traffico di dati grezzi verso terra. Chi controlla l'inferenza nello spazio controlla anche cosa viene analizzato, e quando, senza dipendere da infrastrutture terrestri.
Il segnale. Nuovi test di throughput continuativo durante i passaggi sulle stazioni polari nelle prossime settimane diranno se il chip regge i carichi pesanti o se il satellite è ancora un esperimento di vetrina.
Su The Verge →
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02 / Quattro cose in trenta secondi
Speedrun
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Fujifilm e il nastro magnetico tornano di moda
Fujifilm quintuplicerà la produzione di cassette a nastro magnetico. La domanda arriva dall'archiviazione fredda dei dati di training, che preferisce il nastro perché costa poco e non è raggiungibile via rete.
Ars Technica →
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| 02 |
28 falle nella robotica, trovate in 48 ore
I ricercatori di VicOne hanno individuato 28 vulnerabilità zero-day in strumenti software per la robotica in meno di due giorni, usando assistenti automatizzati di reverse engineering.
The Robot Report →
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Il dispositivo di Meta replicato con 40 dollari
Un reporter ha replicato il nuovo dispositivo indossabile di Meta con un kit Waveshare da 40 dollari, il codice open source dell'azienda e uno script scritto da Claude.
Instagram · @verge →
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| 04 |
Laser da mille dollari contro le zanzare
Una startup cinese ha presentato un dispositivo domestico da 1.000 dollari che usa la visione artificiale per abbattere le zanzare in volo con un laser a puntamento rapido.
The Neuron →
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03 / Da provare oggi
Auramaxxing
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Tool15 minuti+1000 aura
Registrazione schermo → guida operativa in PDF
Cinque minuti di schermo mentre si fa una cosa che si sa fare e che nessuno sa spiegarsi. Il tool estrae i fotogrammi chiave, sintetizza i passaggi e formatta un documento con screenshot e istruzioni numerate. Vale per qualunque processo interno che vive solo nella testa di una persona.
Come si fa. Registra fino a 5 minuti di schermo mentre completi un processo operativo. Carica il video selezionando il formato di output SOP (procedura operativa standard). Aspetta l'elaborazione, poi scarica il documento generato. Ritocca i passaggi che il modello ha frainteso, di solito sono uno o due.
Alla fine hai. Una guida in PDF o Markdown con screenshot ordinati e istruzioni chiare. Se un collega riesce a seguirla senza fare domande, ha funzionato.
Provalo adesso →
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04 / Il gossip del giorno
Spill the tea
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EsclusivoFonti vicine al dossier
Proton fa marcia indietro sulle re-interviste AI
Andy Yen, CEO di Proton, aveva deciso di sottoporre tutti i dipendenti a nuovi colloqui per verificare che usassero i tool generativi nel lavoro quotidiano, con la minaccia implicita di licenziamento per chi non lo facesse. I dipendenti hanno parlato con 404 Media. La storia è uscita. Yen ha ritirato tutto. La cosa più ironica è che Proton vende la privacy come valore fondante del brand, e la vicenda è finita sui giornali esattamente perché qualcuno ha deciso di non tenere la bocca chiusa. Il piano di sorveglianza interna sull'adozione dell'AI si è scontrato con la cultura aziendale che l'azienda stessa aveva coltivato per anni.
Su 404 Media →
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05 / Lo slop del giorno
Il disagio artificiale
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L'AI cancella la prima lettera dei libri ai non vedenti
Un dottorando ipovedente dell'Università del Texas ad Austin ha documentato un problema preciso. I modelli di trascrizione visiva interpretano i capilettera miniati o stilizzati come figure geometriche autonome e li eliminano dalla prima parola della pagina. Il risultato è che gli assistenti digitali per studenti ciechi leggono frasi prive della lettera iniziale, distruggendo il senso del testo. Il sistema doveva rendere i libri accessibili e ha reso illeggibili le prime parole di ogni capitolo.
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SLOPOMETRO
4/5
Discarica creativa
Il modello riconosce l'ornamento e dimentica la lettera. L'estetica vince sulla funzione, e chi paga il prezzo è chi dipende dalla funzione per leggere.
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Su Instagram · @openai →
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06 / Mandato nel gruppo alle 8:01
Il meme del giorno
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Minima Artificialia · adesso
| Sam Altman ha detto che avere la RAM nei computer personali è uno spreco e internet ha risposto con la velocità di chi aspettava solo il pretesto. Il meme gira perché coglie la traiettoria vera. Ogni dichiarazione di Altman sull'hardware suona come un passo verso un futuro in cui il proprio PC è un terminale che affitta cervello altrui. |
Visualizzato da tutto il team
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07 / Quello che gira sui social
Doomscroll certificato
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The Verge The Verge / Web · in tendenza |
Altman vuole la tua RAM e Twitter insorge
Al podcast Cheeky Pint, Sam Altman ha detto che con la carenza globale di semiconduttori è uno spreco tenere la memoria RAM nei computer desktop; meglio concentrarla nei server dei modelli. La community dei videogiocatori e degli sviluppatori ha risposto con migliaia di post, accusandolo di voler trasformare i computer personali in terminali stupidi in abbonamento. La frase ha fatto più rumore dell'annuncio di qualunque prodotto OpenAI nell'ultimo mese, il che dice qualcosa su dove la gente sente il confine tra convenienza e cessione di controllo.
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A domani. Nel frattempo il satellite di Google ha già scritto un'altra poesia che nessuno di noi ha letto.
 quisquilia
Minima Artificialia · tacit knowledge, at scale
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