Prima di costruire intervistatori, abbiamo passato anni ad ascoltare le aziende.
Sharazad nasce nel 2013 a Bassano del Grappa, come società di consulenza in innovazione di business, marketing strategico e poi adozione dell’intelligenza artificiale. Il lavoro partiva sempre dallo stesso punto. Ascoltare le organizzazioni clienti.
Progetto dopo progetto abbiamo visto ripetersi una cosa.
La conoscenza che serve per decidere non emerge dai dati. Emerge dalle conversazioni. Con chi fa il lavoro, con chi compra, con chi sta per andarsene. E le conversazioni costano, per questo se ne fanno poche.
Con i modelli linguistici di nuova generazione quelle conversazioni sono diventate possibili su scala, con la qualità di un’intervista professionale. Quisquilia è nata da lì.
Le tappe
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2013
Nasce Sharazad.
Consulenza in business innovation e marketing strategico, con un metodo che parte dall’ascolto delle organizzazioni.
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2022–2024
L’incontro con l’AI generativa.
Studiamo i modelli linguistici e li portiamo nei progetti. Diventa chiaro che si possono costruire intervistatori conversazionali di qualità professionale.
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2024
Nasce Tacita.
Il prodotto prende forma e a giugno 2025 va online. I primi intervistatori AI, per mappatura delle competenze, clima e sentiment, raccolta dell’esperienza, indagini di mercato.
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2026
Si chiama Quisquilia.
Il nome è confermato il 12 ottobre. Oltre venti progetti conclusi, tre intervistatori, 146 modelli di output. Quasi tutto quello che aggiungiamo nasce dalla richiesta di un cliente su un caso reale.
Perché proprio questo nome
Le persone dietro gli intervistatori.
Gli intervistatori sono AI e lo dicono. Dietro ci siamo noi, che li progettiamo, li ascoltiamo e leggiamo i risultati con te.
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Matteo Cocco
Business Strategist
Matteo Cocco
Lettore ufficiale di clausole
La leggenda narra che riesca a gamificare anche termini e condizioni di un contratto. Ama viaggiare, sempre in compagnia di Giulia e della cagnolina Nina. Fotografa paesaggi mozzafiato e luoghi esotici.
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Maddalena Carraro
Marketing & UX Designer
Maddalena Carraro
Ministra del «si può fare»
Vuole tutto per ieri e di solito lo ottiene. Se una cosa si può rifare meglio la rifà, l’ha imparato alla sbarra di danza e davanti a un boss finale. Sperimenta di continuo con nuovi software, che troppo spesso finiscono pieni di gatti.
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Lukas Ferrazzi
AI Consultant
Lukas Ferrazzi
Numero 10 del codice
Mentre gli altri discutono lui ha già provato. Indossa il numero 10 in campo e davanti al codice. Legge le notizie prima che diventino notizie e quando una tecnologia nuova arriva in ufficio lui l’ha già testata, smontata e rimontata.
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Stefano Schiavo
CEO
Stefano Schiavo
Generatore di idee a ciclo continuo
Un’idea nuova al giorno, due la domenica. Con Barbara, compagna di viaggio, passa da Roma a un’isola greca a una città nuova nel giro di un weekend. Torna sempre con un libro e tre idee per lunedì.
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Martina Cattani
Junior Innovation Consultant
Martina Cattani
Custode del cronometro
Se una riunione può durare dieci minuti, dura dieci minuti. Per rilassarsi ascolta musica e podcast true crime. Un omicidio irrisolto le concilia il sonno meglio di una camomilla e nessuno in ufficio ha ancora capito se preoccuparsi.
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Francesco Cavestro
Innovation Consultant
Francesco Cavestro
Avvocato del diavolo
Il primo a dire che sarà difficile e il primo a farlo funzionare. In cucina segue la ricetta come un regolamento, poi improvvisa al novantesimo. I gatti lo seguono ovunque, soprattutto quando ha appena cucinato.
Quattro regole che non cambiano da un progetto all’altro.
Prima il problema, poi la tecnologia.
Ogni intervistatore nasce intorno a un obiettivo preciso dell’organizzazione, non intorno a quello che è tecnicamente possibile.
Niente copioni fissi.
Le domande seguono la conversazione, come farebbe un ricercatore qualitativo esperto.
Documenti per decidere, non presentazioni da archiviare.
Ogni numero di un report si apre sulle frasi che lo hanno prodotto.
Diciamo prima dove l’intervista non basta.
Se per un output servono numeri misurati o una struttura imposta da una norma, lo scriviamo nella proposta. Non lo scopriamo alla consegna.